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San Silvano era la patria dove io, come gli animali selvatici nel bosco e gli uccelli nell’aria, mi trovavo naturalmente a mio agio, e la lontananza dai suoi boschi era sempre stata per me una grande fatica. (Giuseppe Dessì - San Silvano)
Tutta l’opera di Dessì è colma di riferimenti ai luoghi di Parte d’Ispi, alle sue montagne, alle rocce, ai fiumi, alle cascate, ai suoi campi, agli animali che ne popolano i boschi e le campagne, ai suoi alberi: olivastri, mandorli, ciliegi, pini… testimoni della storia dei luoghi e degli uomini, emblema e simbolo di civiltà e di vita.
Tutto ciò è in Parte d’Ispi!
Il territorio del Parco si trova in gran parte nel comprensorio della catena montuosa del Linas Marganai, monti antichissimi originatisi in età paleozoica, più o meno tra 300 e 600 milioni di anni fa.
Non è quindi errato affermare che qui si trovano le rocce più antiche d’Italia e tra le più antiche d’Europa. Nel mare primordiale che separava l’Europa sud occidentale e l’Africa, intensi fenomeni geologici portarono all’emersione dei primi lembi di Sardegna e alla formazione dei suoi giacimenti carboniferi e granitici che oggi fortemente ne caratterizzano l’ambiente.
Ma il Parco Dessì non è solo montagna, è anche mare, pianura, colline.
Il suo territorio si estende dalla pianura del Medio Campidano fino alle montagne del Linas-Marganai e al mare della costa sud occidentale, con la vastissima costa arburese che lambisce il golfo di Oristano le spiagge e le scogliere di Buggerru, al confine con l’iglesiente.
La varietà delle formazioni del territorio fanno del parco un microcosmo di ambienti naturali vari e ricchi di vegetazione e di fauna.
I paesaggi si alternano: pareti granitiche, cascate e boschi, e, a pochi chilometri di distanza, spiagge e scogliere, dune ricoperte di ginepri e pinete rigogliose.
Ai fitti boschi e alla macchia mediterranea si alternano, nelle parti più pianeggianti, estesi campi coltivati: vigneti, oliveti, mandorleti, frutteti di vario genere che producono per le nostre mense gustosissime ciliege, pere, mele, pesche, agrumi e tanta altra frutta prelibata. Nelle zone più vicine al mare la vegetazione alta diviene più rada per lasciare spazio alla macchia mediterranea e a fitte colonie di ginepri che ricoprono le dune, con i loro tronchi contorti e sinuosi.
I boschi e le campagne sono popolati da numerose specie animali: cinghiali, martore, lepri sarde, volpi, gatti selvatici e cervi sardi, ma non mancano i rapaci che hanno trovato nelle montagne della zona rifugio sicuro: sparvieri, aquile reali, falchi pellegrini e ancora uccelli comuni come civette, assioli, merli, cardellini, pernice sarda, ecc.
Nelle zone umide vicine al mare trovano un habitat ideale molte specie di uccelli palustri tra cui il germano reale, la folaga e, nei pressi degli stagni di Santa Maria e San Giovanni, il fenicottero rosa.