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Questo pregevole e imponente edificio sorge sulle rovine dell’antico palazzo feudale fatto costruire dai Marchesi Brondo, signori di Villacidro dal 1594 fino al 1694.
Nel 1767 il castello, da tempo abbandonato e in rovina, venne acquistato dall’allora Vescovo della diocesi di Ales, Monsignor Giuseppe Maria Pilo, per la somma di 500 scudi sardi. L’edificio fu demolito e venne fabbricato, al suo posto, il Palazzo Vescovile che fu destinato a diventare residenza estiva dei vescovi della diocesi che vi si trasferivano per gran parte dell’anno per sfuggire al forte caldo estivo e alla malaria che opprimeva i paesi della pianura.
Tra il 1807 e il 1814, quando Villacidro divenne una delle 15 province istituite in Sardegna sotto il regno di Vittorio Emanuele I, il Palazzo fu anche sede della Prefettura e, per l’occasione, venne dotato di un carcere.
Nel 1932 la diocesi lo adibì a Seminario Vescovile e in seguito, dal 1984 al 2000, è stato sede dell’Istituto di Scienze Religiose.
Parole d'autore
…Il bersaglio poteva essere la banderuola di ferro di uno dei tanti comignoli del Palazzo arcivescovile che, colpita, girava all’impazzata emettendo un lamentoso cigolìo che si udiva anche da casa Fulgheri. (Giuseppe Dessì – Paese d’ombre)