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Lo stile liberty, in architettura, cominciò ad affermarsi alla fine dell’Ottocento.
Fu un movimento stilistico che coinvolse il gusto di un’intera epoca, la bell’Epoque, che caratterizzò l’Europa fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Esso nacque proprio in ambito architettonico grazie al belga Victor Horta. Era molto decorativo e si basava su invenzioni stilistiche che non avevano più nulla in comune con gli stili del passato.
Dal Belgio questo nuovo stile si diffuse in tutta Europa, prendendo vari nomi, che ne sottolineavano in ogni caso il carattere di novità: Liberty in Inghilterra, Art Nouveau in Belgio, Jugendstil in Germania, Modernismo in Spagna. In Italia, prima che si affermasse l’attuale denominazione, fu chiamato stile Floreale, poiché le decorazioni ricordavano soprattutto motivi vegetali.
In Sardegna, al contrario di altre mode e tendenze, il Liberty arrivò quasi subito portato da ingegneri e costruttori al seguito degli imprenditori soprattutto minerari. In Sardegna sono numerosi gli elementi decorativi realizzati secondo il nuovo gusto dell’epoca, sia in edifici pubblici che privati. Nelle città cominciarono a sorgere palazzine e ville con un’attenzione particolare alle linee e ai decori, ma anche strutture pubbliche come i mercati o le stazioni furono interessati dalla nuova moda.
Il Liberty coinvolse, oltre l’architettura, soprattutto la produzione di oggetti d’arredamento a livello industriale. Si può dire che proprio con lo stile Liberty nacque quello che poi viene definito industrial-design.