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La Fonderia di San Gavino nasce nei primi anni Trenta ad opera della Società Italiana del Piombo, a sua volta creata a Roma nel giugno dello stesso anno con l’apporto di capitali della Montevecchio e, in parte minore, della Monteponi.
Fu costruita vicino alla vecchia linea ferroviaria privata costruita dalla società Montevecchio per facilitare il trasporto dei minerali dalle miniere a San Gavino, dove passava la linea ferroviaria diretta a Cagliari.
I lavori per la costruzione della fonderia iniziarono l’anno successivo, nel 1931, e ben presto cominciò l’attività nell’aprile del ’32, divenne lo stabilimento più importante d’Italia, capace di produrre 20.000 tonnellate l’anno di piombo.
I vantaggi della presenza dello stabilimento erano palesi; era possibile lavorare in loco i minerali estratti nel comprensorio di Montevecchio senza dover per forza tenere legami indissolubili con la penisola che costavano alla Montevecchio fino al 68% del costo della produzione.
Ben presto la fonderia lavorò a pieno ritmo e si diversificò la produzione; nel 1948 si cominciò la produzione dei pallini Montevecchio destinati al mercato nazionale.
Purtroppo l’attività della fonderia ha seguito la crisi del comparto minerario di Montevecchio che negli Anni Ottanta del secolo scorso ha definitivamente cessato le attività.