Salta la barra di navigazione e vai ai contenuti


L’edificazione della chiesa si fa risalire al XVI secolo, tempo in cui nasce la Confraternita di Santa Croce, la più antica di San Gavino, che svolgeva attività religiose quali la partecipazione ai funerali, alle processioni e, come privilegio, alla sacra rappresentazione della deposizione del Cristo.
Di impianto semplice, con una sola navata, coperta da volta a botte sostenuta da archi, la piccola chiesetta ospita da secoli, ogni anno, i riti della Settimana Santa e della Pasqua.
Al suo interno sono custodite opere di pregio, tra cui un crocefisso ligneo dipinto, della scuola sarda della metà del XVII secolo; la statua della Madonna della Pietà, realizzata nel 1818 dal Canu e la statua di San Sisinnio, con in mano una cavalletta, risalente al XVII secolo e di autore ignoto.
Probabilmente il simulacro del Santo, assai caro ai Villacidresi che gli dedicano da secoli imponenti festeggiamenti, fu portata a San Gavino da un devoto.
Dal 1745, durante i riti pasquali, il grande crocefisso in ginepro viene utilizzato per celebrare l’antico rito de Su Scravamentu (la deposizione del Cristo dalla croce) ed è da Santa Croce che il Cristo risorto si appresta all’incontro con la Madonna la mattina di Pasqua.
Le attività della Confraternita fino a non molti anni fa erano rendicontate su appositi registri, attualmente consultabili, da uno dei confratelli, su clavariu, che custodiva le chiavi della cassa della confraternita, con l’aiuto de su casceri e de s’obreri.