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La chiesa di San Gavino Martire fu eretta nel XIV secolo. I lavori iniziarono nel 1347 come testimoniato dall’iscrizione presente nella Chiesa, su un coccio situato all’interno dell’abside.
L’anno 1347 corrisponde all’incoronazione di Mariano IV e la stessa chiesa sembra dedicata alla famiglia dei giudici d’Arborea.
I lavori durarono circa quarant’anni e la consacrazione fu del vescovo di Terralba nel 1387; una bella iscrizione in lingua sarda, indica anche il giorno esatto: il 25 Novembre.
Costruita da maestranze pisane, o comunque di scuola pisana, la piccola chiesa si trova ai margini dell’abitato dell’attuale cittadina; l’abside conserva le linee gotiche della struttura originaria, a pianta quadrata, coperta da volta a crociera con monofora gotica ornata da capitelli a piccole foglie ed un portale sul lato destro, visibile solo dall’esterno.
Ed è l’abside che conserva la più importante testimonianza del periodo giudicale: nei peducci dell’abside sono infatti scolpite quattro figure che rappresentano i sovrani della casata arborense e più precisamente: Mariano IV, Ugone III con la figlia Benedetta, Eleonora d’Arborea e suo marito Brancaleone Doria. Sulla lesena dell’abside un’altra effige: Eleonora e i due figli Federico e Mariano.
La breve distanza tra questo luogo e il castello di Monreale, allora residenza estiva degli Arborea, fa pensare che questa chiesa fosse realmente la cappella degli Arborea, un sorta di pantheon celebrativo della famiglia giudicale.
Altra importante testimonianza d’epoca presente nella chiesa è la campana che riporta, nel bordo superiore, una scritta di due righe e mezzo che permette di datarla al 1434, 14 anni dopo la definitiva caduta del regno di Arborea.
Una seconda iscrizione riporta più volte la salutatio angelica: ave Maria; sono visibili, inoltre, le effigi di tre santi e le impronte di otto monete, probabilmente Alfonsini minuti, coniate in Sardegna durante il regno di Alfonso V d’Aragona.