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Camminando lungo le strade di San Gavino è possibile scorgere specifiche tipologie abitative ed architettoniche.
Antiche case campidanesi, solitamente ad un piano più il solaio, avevano due cortili, uno davanti con il pozzo e le lollas e l’altro sul retro con il forno, il piccolo orto e gli animali, sono ancora visibili.
La materia prima utilizzata per la costruzione delle case era il mattone di terra cruda, tuttora visibile in molte abitazioni d’epoca. Naturalmente le dimensioni e l’articolazione degli spazi di ciascuna casa erano legate alla condizione economica della famiglia.
Tra le case più note e belle, di proprietà di ricchi casati, sono visibili e ben conservate la casa di Dona Maxima, che attualmente ospita il museo etnografico, e la casa di Ettorina ed Eulalia Mulas.
Quest’ultima sita in posizione centrale, lungo la via Trento, è articolata su due piani, presenta una facciata signorile ed elegante arricchita da elementi in stile liberty. Al suo interno il cortile e le lollas.