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II museo etnografico occupa un edificio sorto nel 1700 come mulino idraulico che è rimasto in funzione fino al 1982. In verità nel fabbricato ci sono due mulini, accorpati in passato con le proprietà di due mugnai. Le mole del Museo sono rimaste in funzione fino al 1982, ma lungo le rive del Rio Mannu e del Rio Billittu, all'inizio del Novecento, erano in funzione più di venti mulini. Di molti abbiamo solo ruderi, come quelli del Mulino Vacca-Burranca, edificato nel Settecento, alla destra del Museo. I mulini erano ai margini dell'abitato e l'acqua non vi entrava direttamente dal fiume, ma dalle gore che avevano origine da is nassas, il precario sbarramento che sollevava il livello delle acque fluviali.
Nel 1998 la struttura, che mantiene le due mole ancora funzionanti con l'acqua del fiume, è stato trasformato dal Comune in museo etnografico. Nelle dodici stanze sono conservati gli antichi oggetti del contadino, del pastore, del vignaiolo, del falegname, del calzolaio, della tessitrice e di altre professioni tradizionali.