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La miniera e il villaggio di Planu Sartu sorsero attorno agli anni sessanta dell’Ottocento dopo la scoperta di importanti giacimenti di minerali di piombo e di zinco nella zona dell’attuale Buggerru. Nel 1867 il villaggio di Planu Sartu raggiunse, in un ottica di sviluppo parallela a quella di Buggerru, 2000 abitanti.
La parte preponderante del giacimento che caratterizza la miniera di Planu Sartu è costituita da una vasta superficie che degrada verso il mare con un’alta falesia di probabile origine tettonica, costituita da terreni cambrici della “formazione di Gonnesa”. Il materiale prodotto, proveniente dagli scavi dell’omonimo altipiano, era destinato, a seconda della qualità, ai forni di calcinazione o alle laverie.
Attualmente il villaggio è completamente abbandonato e si trova nel mezzo della macchia mediterranea nei pressi dell’enorme scavo a cielo aperto che rappresentò per i suoi abitanti il luogo di lavoro. È uno dei tanti villaggi minerari detti a bocca di miniera perché sorgevano proprio in prossimità del giacimento e dei cantieri di estrazione.