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A sud-est del porticciolo di Buggerru si eleva una possente bastionata di calcari concentrici che cade sul mare con una serie di imponenti falesie alte decine di metri (fino a 80 m circa) e nelle quali si aprono numerose grotte. Esse rappresentano il bordo del selvaggio e solitario tavolato calcareo del salto di Gessa. La costa permane alta fino a Cala Domestica, la cui apertura è esposta a nord-ovest. Si tratta di una delle insenature più belle dal punto di vista paesaggistico esistenti nel territorio e vi si accede attraversando imponenti e bianchissime dune. Costituita da due spiagge di sabbia finissima, la cala e la caletta, a cui si arriva attraverso un arco artificiale scavato nella roccia, l'insenatura ha sempre garantito un approdo e un riparo sicuro ai pescatori nei giorni di tempesta.
Senza dubbio è stata un punto d’attracco per le navi fenice e romane che hanno utilizzato la cala come porto naturale.
In periodo minerario era luogo di imbarco dei minerali sui battelli dei carlofortini che trasportavano il carico al porto dell’isola di San Pietro dove attraccavano i mercantili francesi; sono infatti tuttora visibili i resti degli edifici adibiti a magazzini per il minerale da imbarcare.
Nei tempi in cui imperversavano lungo le nostre coste le navi dei Saraceni, l'insenatura è stata utilizzata da questi come punto di approdo o di sosta, per nascondere i propri navigli alla vista delle navi Pisane e Aragonesi contro le quali si preparavano a sferrare l’attacco.
Le continue razzie, effettuate in mare e nell’entroterra, costrinsero i Pisani e poi la corona d’Aragona a predisporre torri fortificate lungo la costa sarda. La torre di Cala Domestica, che si erge sul promontorio sovrastante, fu progettata nella seconda metà del ‘500 e probabilmente fu costruita alla fine del ‘600, sotto il regno di Filippo II Re di Spagna; era presidiata da una guarnigione composta da un alcade e tre soldati.
La struttura ha forma cilindrica ed è alta 12 metri, al suo interno una scala conduce alla terrazza di avvistamento e sono ben visibili le mensole che reggevano l’apparato difensivo. I cannoni trovati sulla torre sono ora custoditi nella piazzetta di Borgo Sant’Angelo a Fluminimaggiore.